Capire il diabete gestazionale
Una diagnosi durante la gravidanza solleva molte domande. Qui troverete informazioni affidabili e chiare sulle cause, gli esami e il controllo dopo il parto.
Nota editoriale e avvertenza medica
Questa pagina ha esclusivamente finalità informative e non sostituisce in alcun modo la consulenza professionale, la diagnosi o il trattamento da parte di medici abilitati. I contenuti sono stati verificati editorialmente sulla base delle linee guida attuali (verifica aggiornata a settembre 2026).
Che cos’è il diabete gestazionale?
Il diabete gestazionale (spesso chiamato diabete in gravidanza) è un’alterazione della tolleranza al glucosio diagnosticata per la prima volta durante la gravidanza. La diagnosi viene effettuata secondo una procedura standardizzata mediante un test orale di tolleranza al glucosio (oGTT) da 75-g, con misurazione nel plasma venoso sottoposta a controlli di qualità.
Per formulare la diagnosi è sufficiente che un solo valore risulti elevato durante il test. È importante sapere che il diabete manifesto diagnosticato in gravidanza costituisce una categoria diagnostica distinta e separata.
Come si sviluppa il diabete gestazionale?
I meccanismi alla base sono in gran parte simili a quelli del diabete di tipo 2. Con il progredire della gravidanza aumenta la resistenza all’insulina. Allo stesso tempo, diminuisce la capacità delle cellule beta (responsabili della produzione di insulina) di compensare questa resistenza aumentando la secrezione di insulina.
Secondo le statistiche perinatali tedesche, il diabete gestazionale viene registrato in circa il 9.6% di tutte le gravidanze. Non siete affatto sole ad aver ricevuto questa diagnosi.
Screening e fattori di rischio
Lo screening di routine per il diabete gestazionale viene normalmente effettuato tra la 24ª e la 28ª settimana di gravidanza compiute (24+0–27+6 settimane di gravidanza). È programmato indipendentemente dalla presenza di sintomi percepibili.
In caso di rischio elevato, già alla prima visita (prima della 24ª settimana) è opportuno verificare se sia presente un’alterazione del glucosio o un diabete non ancora riconosciuti.
Fattori di rischio noti
Tra i fattori che aumentano il rischio di diabete gestazionale rientrano, tra gli altri:
- Un precedente diabete gestazionale in una gravidanza passata
- Un peso materno o un’età più elevati
- Parenti di primo o secondo grado con diabete
- Precedente induzione dell’ovulazione
- Origini dell’Asia meridionale o orientale
- Un peso alla nascita più elevato nei figli avuti in precedenza
Come si svolge la diagnosi
Per formulare la diagnosi si ricorre preferibilmente al test orale di tolleranza al glucosio (oGTT) da 75-g. Il test viene eseguito al mattino a digiuno, in condizioni rigorosamente standardizzate.
Si misura il glucosio nel plasma venoso in tre momenti:
- A digiuno (prima di bere la soluzione di glucosio)
- Un’ora dopo aver bevuto
- Due ore dopo aver bevuto
I valori soglia diagnostici esatti vengono valutati insieme all’ambulatorio o allo studio medico che vi segue. È sufficiente un solo valore elevato per formulare la diagnosi.
Possibili effetti
Le linee guida mediche segnalano che il diabete gestazionale è associato a un aumento del rischio di complicazioni durante la gravidanza e il parto per la futura madre.
Possono verificarsi complicazioni a breve termine anche nel neonato. Il team sanitario che vi segue può spiegare cosa comportano questi rischi generali nel singolo caso.
Dopo il parto: i controlli successivi
Anche dopo la fine della gravidanza è importante tenere sotto controllo il metabolismo. Le donne che hanno avuto il diabete gestazionale presentano un rischio 7–8 volte maggiore di sviluppare il diabete di tipo 2 nel corso della vita. Circa il 35–60% delle persone interessate sviluppa il diabete di tipo 2 entro 10 anni.
Si stima che nel 13–40% delle pazienti l’intolleranza al glucosio non si risolva completamente dopo la gravidanza. Per questo motivo le linee guida tedesche della DDG raccomandano di ripetere un oGTT da 75-g, da effettuare 6–12 settimane dopo il parto, per individuare tempestivamente eventuali alterazioni persistenti del metabolismo degli zuccheri.
Domande frequenti (FAQ)
Approfondimenti
Questi articoli approfondiscono singoli temi. Anche loro non sostituiscono una consulenza medica personalizzata.
Fonti e letteratura specialistica
- 1. Società Tedesca di Diabetologia (Deutsche Diabetes Gesellschaft, DDG)Gestationsdiabetes mellitus (GDM), Diagnostik, Therapie und Nachsorge. Aktualisierte Praxisempfehlung 2025, Kurzfassung der S3-Leitlinie, Diabetologie und Stoffwechsel 2025; 20: S222-S233.
- 2. Società Tedesca di Diabetologia (Deutsche Diabetes Gesellschaft, DDG) e Società Tedesca di Ginecologia e Ostetricia (Deutsche Gesellschaft für Gynäkologie und Geburtshilfe, DGGG), Gruppo di lavoro su ostetricia e medicina prenatale (DGGG-AGG)Gestationsdiabetes mellitus (GDM), Diagnostik, Therapie und Nachsorge. S3-Leitlinie, 2. Auflage 2018, AWMF-Registernummer 057-008.Nota: questo documento ha più di cinque anni ed è attualmente in fase di revisione.
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